
Note per cantare il Natale.
In viaggio con l’Orchestra di Padova e del Veneto.
CONCERTO DI NATALE
Orchestra di Padova e del Veneto
La Stagione Armonica, coro
Piero Toso, violino solista
Silvia Dalla Benetta, soprano - Nadia Sturlese, soprano
Raffaele Giordani, tenore - Matteo Bellotto, basso
Sergio Balestracci, direttore
Mercoledì 19 dicembre 2007, ore 21 ADRIA (RO) – Cattedrale
Giovedì 20 dicembre 2007, ore 21 PADOVA – Basilica del Santo
Venerdì 21 dicembre 2007, ore 21 MILANO – Teatro Dal Verme
Sabato 22 dicembre 2007, ore 21 MESTRE-VENEZIA – Duomo di San Lorenzo
PADOVA - Quattro famosi titoli, un cast di giovani e affermati solisti, un gruppo vocale specializzato nel repertorio antico, l’attenta guida di un musicista e studioso del barocco tra i più apprezzati in Italia.
Non potrebbe essere migliore l’augurio che dal 19 al 22 dicembre 2007 l’Orchestra di Padova e del Veneto rivolgerà al sua pobblico, nel tradizionale concerto di Natale , nella Cattedrale di Adria, nella Basilica di Sant’Antonio da Padova, al Teatro Dal Verme a MILANO e nel Duomo di San Lorenzo a Mestre Venezia.
La Stagione Armonica, Silvia Dalla Benetta e Nadia Sturlese (soprani), Raffaele Giordani (tenore), e Matteo Bellotto (basso), si uniranno, sotto la guida di Sergio Balestracci, all’Orchestra di Padova e del Veneto e a Piero Toso (primo violino e solista) per dare suono e voce ad alcune tra le pagine del repertorio barocco più note e amate dal pubblico: il “Gloria” RV589 per soli, coro e orchestra di Antonio Vivaldi, il Concerto Grosso op. 6 n. 8 “Fatto per la notte di Natale” di Arcangelo Corelli, il Grave secondo – Andante larghetto “Misero Pargoletto” di Giuseppe Tartini (per il concerto D12 per violino, archi e basso continuo) e il “Magnificat” BWV 243a in mi bemolle maggiore per soli, coro e orchestra di Johann Sebastian Bach.
La scelta di quest’ultima versione del “Magnificat”, in particolare, conferma da sola la linea di inesausta originalità e assoluta attenzione al dato musicale che caratterizza la programmazione artistica dell’Orchestra di Padova e del Veneto anche nella proposta di un programma di grandi “classici”.
Il “Magnificat” di Johann Sebastian Bach esiste infatti in due versioni: una in mi bemolle maggiore (BWV243a, 1723 ca.) e una in re maggiore (BWV 243, 1728-31); nonostante la versione in re sia a tutt’oggi la più eseguita e per lungo tempo l’unica in repertorio, il “Magnificat” in mi bemolle (che fu presto considerato una versione primitiva e in qualche modo difettosa della seguente) presenta numerosi elementi di interesse.
Anzitutto la presenza in appendice al manoscritto di quello in mi bemolle di quattro interpolazioni natalizie, probabilmente concepite da Bach in funzione accessoria, autonoma e riservata ad un piccolo gruppo separato di esecutori: il mottetto a cappella “Vom Himmel hoc”, armonicamente denso di soluzioni suggestive; il mottetto a 4 voci e continuo “Freut euch und jubiliert”; il “Gloria in excelsis deo”, a 5 voci, violino, strumenti e continuo; e il frammentario duo per soprano basso e continuo “Virga Jesse” (completato da Alfred Durr nella sua revisione per la Neue Bach Ausgabe).
Al di là della strumentazione (dove, in dettaglio, le modificazioni sono varie e talvolta assai significative) il “Magnificat” in mi bemolle presenta originali ed incisive soluzioni sul piano armonico, melodico e ritmico: si pensi a titolo di esempio all’audace accordo nona minore di dominante in conclusione all’“Omnes generationes”, che nella seconda versione viene invece scrupolosamente risolta, o alla caratteristica figurazione puntata nell’oboe che apre il “Quia Respexit”, successamente espunta. E tutto in un’ottica di sorprendente unitarietà di concezione, la quale conferisce al “Magnificat” in mi bemolle un’intensa e robusta espressività che la versione in re tende per molti versi a temperare.