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Itinerari a Salerno

Le Grotte di Pertosa

Un viaggio tra stalattiti e stalagmiti

Le Grotte di Pertosa A circa 70 km da Salerno, nella parte settentrionale degli Albumi si trovano le famose Grotte di Pertosa, che offrono al visitatore uno spettacolare ambiente di stalattiti e cascate sotterranee.
Esse hanno un interesse unico dal punto di vista geologico e preistorico.

Per quanto riguarda il settore geologico le Grotte di Pertosa hanno tre stadi di maturazione:

• uno stadio giovanile, rappresentato dal tratto da cui derivano le acque che formano la cascata appena giunti allo sbarco del primo tratto in acqua (in questo stadio gli elementi distruttivi, cioè di apertura della cavità, prevalgono su quelli costruttivi e quindi la cavità è in allargamento);

• uno stadio intermedio, che è lo stadio maturo;

• un terzo stadio, che è quello della cavità più a nord (cavità dei pipistrelli), dove gli elementi costruttivi prevalgono su quelli distruttivi e quindi si ha il fenomeno di chiusura della cavità con la formazione delle stalattiti e delle stalagmiti.

Grazie a guide esperte i visitatori hanno la possibilità di penetrare in questo ambiente sotterraneo per osservare il torrente interno e le sue cascate, le stalattiti e stalagmiti. I padiglioni sono conosciuti con nomi caratteristici, quali Sala delle Vergini, Gran Salone, Sala della Madonna.
Di grande fascino dal punto di vista scenografico è l`inizio della visita che si compie attraversando un meraviglioso laghetto in una grande barca.

Dal punto di vista preistorico, i ritrovamenti fatti nell`atrio delle grotte intorno alla fine del 1800 ci fanno asserire che la cavità stessa fu abitata intorno al bronzo-medio e che gli abitanti furono per lo più pastori, dato il numero di vasi e vasetti che servivano come bolli-latte e utensili tipici di quell`epoca.

I vari reperti ritrovati furono, all`epoca, conservati nei musei: Pigorini di Roma, Museo Nazionale di Napoli e Museo Provinciale di Salerno.

L`origine delle Grotte di Pertosa, la cui denominazione ufficiale è "Grotte dell`Angelo di Pertosa",  è fatta risalire a ben 35 milioni di anni fa. Esse sono le più importanti dell`Italia del sud, le uniche ad essere attraversate da un fiume sotterraneo, il Tanagro o Negro, il cui corso è stato deviato a scopo di utilizzo energetico.

Incuneate per circa 3000 metri sotto gli Alburni, le Grotte si snodano in una suggestiva serie di cunicoli ed antri, fino a terminare in tante "Sale" naturali, tutte con una caratteristica diversa. I radicali cambiamenti climatici e territoriali che hanno caratterizzato la vita del nostro Pianeta, hanno lasciato il loro segno in questi luoghi che sono pertanto divenuti anche un`importante testimonianza delle diverse Ere geologiche. Grazie alla loro particolare conformazione, le Grotte non sono state scalfite nemmeno dall`ultimo terremoto che ha distrutto mezzo Vallo di Diano né da molte altre calamità naturali.

Durante la visita viene raccomandato ai visitatori di non toccare le composizioni calcaree, per evitare danni al vasto patrimonio storico, artistico, culturale. Ancora oggi gran parte delle Grotte sono oggetto di studio da parte degli speleologi che continuano a portare alla luce, giorno dopo giorno, una meraviglia in più.

Seguendo un percorso ben delimitato da corde sospese, la guida traghetta l`imbarcazione per circa 200 metri verso il cuore del monte e la sorgente, da dove si diramano i vari percorsi.

Il percorso turistico si snoda attraverso cunicoli, gallerie, strettoie e grandi Sale, tutte caratteristiche ed uniche nel suo genere: tra le tante segnaliamo la Sala delle Meraviglie; quella Grande, dove l`altezza sfiora i 24 metri senza che ci si renda conto di tale distanza.

Un incantevole gioco di luce evidenzia le mille figure e le costruzioni calcaree dalle forme più disparate che lasciano ampio spazio alla fantasia. Unica al mondo è la Sala delle Spugne, che da sola varrebbe tutta la visita. Anche la Sala dei Pipistrelli, così chiamata perché una volta era il rifugio di migliaia di questi animali che nel buio di questi luoghi trovavano conforto e riparo, presenta caratteristiche molto particolari e rare. Sulle rocce sono ancora oggi visibili tracce del loro insediamento. Disturbati dalla presenza dell`uomo hanno poi lasciato questi luoghi per loro non più sicuri, lasciando a noi la scoperta delle meraviglie calcaree presenti in questa parte di Grotte.

La Sala dei Pipistrelli affaccia sul primo tratto del fiume sommerso percorso in barca all`entrata, proprio sopra un piccolo anfratto che fu scelto dal regista Dario Argento come location per una scena del film: "Il Fantasma dell`Opera". Ancora oggi si può ammirare questo set particolare, così come venne allestito dal celebre artista durante le riprese.
Uscendo dalle Grotte ci si trova di nuovo immersi nella realtà del Vallo e nella ricca vegetazione che circonda questa zona.

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