
E’ uno dei musei più antichi e importanti dell’Italia meridionale, fondamentale tappa che illustra la storia di Taranto e della Magna Grecia, a partire dalla preistoria. Ricchissima la sezione relativa al periodo greco-romano con mosaici, tombe monumentali, ceramiche, oggetti di uso quotidiano, gioielli e sculture. Tra l impressionante mole di reperti si segnalano la testa in marmo di Athena con elmetto corinzio risalente alla seconda metà del V secolo a.C. o la kore (fanciulla offerente) in marmo del 500 a.C.
Spettacolari sono poi lo Zeus in bronzo della fine del VI secolo a.C. rinvenuto a Ugento (Lecce) e, in basalto nero, la statua di Thot, divinità egizia raffigurata da una scimmia con testa di cane, recuperata in mare al largo di Porto Cesareo (Lecce).
Ricchissima anche la sezione della ceramica con migliaia di vasi provenienti da Sparta e da Atene, vasi di produzione locale ed epoca romana. Da ammirare la kylix (tazza per bere) con tonni e delfini, e la kylix con Zeus e l’aquila, a figure nere, rinvenuti nella necropoli arcaica. L’altissima qualità della produzione orafa tarantina è documentata da alcuni capolavori rinvenuti nelle tombe, come corredi funerari, dalla metà del IV al I secolo a.C.: l’orecchino a navicella con lavorazione in filigrana, il diadema della decorazione floreale, l’orecchino in oro a disco con triplice pendente, la teca in argento a forma di conchiglia che serviva come contenitore per cosmetici.
Interessanti i piccoli oggetti d’uso come fibule, spilloni, bottoni e specchi. Una sezione è dedicata alla preistoria con reperti in bronzo, ferro e ceramica.