
A 22 Km dal Gargano, l’arcipelago delle Tremiti è formato da tre isole maggiori: San Domino, Capraia e San Nicola. Nell’antichità erano chiamate Insulae Diomedeae in onore dell’eroe Diomede, che la leggenda vuole sepolto qui dopo la caduta di Troia.Abitate durante l’anno da 400 persone, le Tremiti sono meta di bagnanti attirati dalle acque limpide e dalle coste frastagliate ricche di cale e di grotte.
Ricchissima la vita sottomarina con aragoste, attinie, colonie di spugne e quella sulle scogliere dove vivono le diomedee dal becco giallo.Dalla costa, l’unico approdo per le Tremiti è il porto di San Nicola, le altre isole si raggiungono solo con le barche dei pescatori.
San Domino
Lunga 2600 metri e larga 1100, San Domino è l’isola più grande e più bella dal punto di vista naturalistico, in parte coltivata a vigneti e uliveti. L’estremità sudoccidentale, verso la punta di Ponente intorno al colle dell’Eremita, è ammantata di una pineta (90 ettari circa) e da macchia mediterranea. Molto amata dai turisti, che vi sbarcano dal continente, San Domino ha coste rocciose e frastagliate, con numerose grotte marine, da scoprire con escursioni in barca, come la grotta del coccodrillo ( che deve il nome alla caratteristica forma) e la grotta delle rondinelle (così chiamata perché scelta dalle rondini per nidificare). Sulla costa occidentale, la grotta del Bue Marino, lunga 70 metri, ospitava in passato la foca mediterranea.
San Nicola
Lunga e stretta, è la più piccola ma storicamente la più importante delle Tremiti, un altopiano con coste verticali alte 70 metri. Il porto di San Nicola è dominato dalla Fortezza dell’VIII secolo che resistette all’assalto della flotta turca. Al margine dell’abitato sorge l’abbazia di Santa Maria a Mare,costruita dai benedettini di Montecassino nel 1045 su una chiesa più antica e saccheggiata dai pirati nel XIV secolo. Successivamente venne ripopolata dai monaci di Leone da Carrara che ne fecero una fortezza quasi inespugnabile. Ferdinando IV nel 1783 decretò la chiusura del monastero per istituirvi una prigione. La facciata è bianca, con portale quattrocentesco e rilievi di artisti dalmati. All’interno, che conserva la pianta quadrata data al corpo centrale nell’XI secolo, il pavimento è caratterizzato da un grande mosaico dell’XI secolo con disegni geometrici in stile romanico bizantino.Di grande pregio il crocifisso ligneo scolpito da un anonimo nel ‘200 e un grande polittico ligneo intagliato e dorato di stile veneto, risalente al ‘400.
Capraia
Costituita da due piccoli colli gemelli, alti 50 metri, Capraia, detta anche Capperara per l’abbondanza di capperi, ha la forma di una scapola. L’isola, molto impervia e con coste frastagliate, è coperta di macchia mediterranea. Ai due estremi si può visitare una profonda baia, detta Cala dei Turchi, e il vecchio faro. Sul mare, frequenti gli archetti rocciosi detti Architelli.