
Il loro fascino è unico. La storia della vita nelle grotte dell’altopiano Murgico inizia nel Paleolitico. Un percorso di migliaia di anni, che ha portato alla conformazione architettonica attuale.
Case sovrapposte, delle quali è visibile solo la facciata, stradine tortuose, ripide scalinate e chiese spesso scavate nella roccia. I Sassi, che si dividono in Caveoso e Barisano, sono da scoprire passeggiando anche senza un itinerario ben preciso. L’unico tratto percorribile in automobile è la cosiddetta strada dei Sassi, che comprende via Buozzi, via Madonna delle Virtù e via D’Addozio. Da qui alcune scalinate permettono di arrivare in punti suggestivi (come il monte Errone, dal quale si gode di una vista impagabile), oppure di scoprire alcuni affascinanti chiese rupestri.
La più interessante è sucuramente Santa Lucia alle Malve, fondata intorno all’anno 1000. Splendidi gli affreschi, tra i quali si segnala la Madonna del Latte, attribuita a Rinaldo da Taranto. Molto bella anche l’imponente Chiesa di San Donato che, con altre tre chiese (San Primo, Annunziata e Sant’Antonio Abate), fa parte del convicinio Sant’Antonio, creato tra il XIV e il XV secolo. Siamo nella zona del vicinato di Malve, una serie di abitazioni con un unico ingresso.
Tornando alle chiese rupestri, meritano attenzione la Madonna delle Virtù, scavata tra l’XI e il XII secolo, e la vicina San Nicola dei Greci, abbellita da alcuni affreschi. Interessanti anche la Madonna dell’Idris e la Chiesa di San Giovanni in Monterrone. Un discorso a parte merita San Pietro Caveoso, una delle poche chiese dei Sassi che non è scavata nella roccia. All’interno, sull’altare maggiore, spicca un polittico in legno del XVI secolo; interessanti anche una scultura in tufo della Madonna con Bambino, gli stucchi settecenteschi e diversi affreschi.