
La Basilicata è una regione molto ricca dal punto di vista naturalistico. Qui c’è la più grande area protetta di nuova istituzione in Italia. E’ il Parco nazionale del Pollino, che occupa 192.565 ettari tra Calabria e Basilicata. Una superficie vastissima, che interessa l’Appennino Meridionale Calabro-Lucano e spazia dal mar Tirreno allo Ionio.
Un territorio incontaminato, nel quale ammirare gli spettacoli della natura e quelli dell’uomo. La natura, che si manifesta attraverso le vette delle montagne, le rocce dolomitiche, i dirupi, le gole, le grotte, i fiumi, gli animali e l’incredibile patrimonio della vegetazione. L’uomo che, emerge nella storia raccontata da siti archeologici, ma anche dai villaggi pastorali e da quelli abitati da minoranze etnico-linguistiche di origine albanese, in questa zona addirittura dal XV seocolo.
Il territorio del Parco nazionale del Pollino è sostanzialmente diviso in tre grandi massicci montuosi. Il più significativo è il gruppo del Pollino, che segna il confine tra Calabria e Basilicata. E’ il massiccio nel quale ci sono le cime più alte e rappresentative del parco: Serra Crispo (2053 m), Serra delle Ciavole (2127 m), Serra del Prete (2180 m), monte Pollino (2248 m) e Serra Dolcedorme, la più alta con i suoi 2266 metri.
Più a sud ci sono i monti Orsomarso, collegati al massiccio del Pollino attraverso il piano di Campotenese. In questa zona la varietà paesaggistica, con vallate segnate da splendidi corsi d’acqua e da cascate, è straordinaria. Il terzo massiccio, nella parte settentrionale del parco, è il monte Alpi (1900 metri). E’ un particolare fenomeno geologico che finora non ha trovato spiegazioni. Gli studiosi infatti non riescono a capire come questa piattaforma carbonatica, che sembra appartenere alla placca abruzzese-campana, si possa trovare in questa posizione.
Nel Parco vivono rare specie faunistiche, alcune in via di estinzione. La più importante è il lupo appenninico, animale fondamentalmente notturno, simile nell’aspetto a un cane di razza pastore tedesco. Ma ci sono anche il capriolo di Orsomarso, il picchio nero, il falco pellegrino, il gufo reale, il corvo imperiale e l’imperiosa aquila reale, che con i suoi oltre due metri di apertura alare volteggia tra le cime dolomitiche.
Per quello che riguarda la flora, l’elemento di spicco è il pino loricato, simbolo del parco,che rende unica la vegetazione del Pollino. Nella zona vicino alla costa e fino ai 700-800 metri prevale la macchia mediterranea con la presenza di leccio, lentisco, ginepro,mirto, corbezzolo, roverella, acero minore e ginestra comune.