
Gli stili architettonici e decorativi occidentali e orientali sono stati fusi per creare uno dei più spettacolari edifici del mondo. L’esterno deve il suo splendore orientaleggiante ai tesori giunti dai territori veneziani d’oltremare, tra cui le celeberrime copie in bronzo dei cavalli portati da Costantinopoli nel 1204, le colonne opulente, i bassorilievi e i marmi colorati che costellano la facciata. Mosaici di epoche differenti adornano i cinque portoni, mentre il portale principale è incorniciato da bassorilievi italiani del periodo romanico (1240-65).
Più di 4000 metri quadrati di mosaici dorati ricoprono il pavimento e i muri dell’interno della basilica. I primi risalenti al XII secolo, furono l’opera di abili artigiani orientali, ma poi questa tecnica venne adottata anche dagli artigiani veneziani, che gradualmente imposero il loro stile, combinando tratti bizantini e occidentali. Durante il XVI secolo, molti schizzi di Tintoretto, Tiziano, Veronese, e altri artisti famosi, vennero ripresi nei mosaici. I mosaici più belli sono senza dubbio quelli della cupola dell’Ascensione (XIII sec.) e della cupola della Pentecoste (XII sec.). sopra la navata centrale. Da non dimenticare sono i mosaici in marmo del pavimento, in cui porfido e vetro creano motivi geometrici e scene con animali.
Superata la cappella di San Clemente si trova il più prezioso tesoro di San Marco: la Pala d’Oro. Questo pezzo d’altare, incastonato di pietre preziose, è costituito da 250 dipinti smaltati su patina d’oro, incorniciati in un telaio gotico d’argento dorato. Questo altare fu per la prima volta commissionato ad artigiani bizantini nel 976, ma nel corso dei secoli è stato continuamente abbellito. Napoleone nel 1797 portò via alcune pietre preziose, ma ancora oggi la pala riluce di perle, rubini, zaffiri e ametiste.
Il Museo Marciano della basilica, al quale si accede da una scalinata posta nell’atrio, è situato nella galleria detta Loggia dei Cavalli, che si affaccia sul balcone centrale dal quale i dogi guardavano le cerimonie in piazza. In una sala, verso la fine del museo, si trovano i cavalli di bronzo dorato che una volta decoravano l’esterno, opera di probabile origine greca; inoltre c’è la Pala feriale di Paolo Veneziano con scene della vita di San Marco. Sempre nel museo sono in mostra mosaici, manoscritti medievali e arazzi.
Il Battistero fu aggiunto alla cattedrale dal doge Andrea Dandolo (1343-54), sepolto qui insieme al Sansovino, che ne disegnò la facciata. L’adiacente cappella Zen divenne, nel 1504, la cappella funeraria del cardinale Zen, in cambio di un lascito allo Stato. Nel transetto sinistro, la cappella dei Mascoli è decorata con scene della vita di Maria Vergine, mentre la terza cappella nel medesimo transetto ospita l’icona della Madonna di Nicopeia. Trafugata nel 1204, questa era portata in battaglia alla testa delle armate bizantine.