
Traiano cominciò a costruire il Foro nel 107 d.C. per commemorare la conquista della Dacia (l’attuale Romania) dopo le due successive campagne del 101-102 e del 105-106 d.C. Il suo nuovo Foro fu il più ambizioso costruito fino ad allora, con il suo vasto porticato e con la statua equestre dell’imperatore, una grande basilica e due biblioteche.
La Colonna Traiana, posta in origine tra le due biblioteche, domina oggi le rovine. Essa si eleva con una forma a spirale per circa 30 metri. Sul fusto sono raffigurate scene minuziose della campagna di Tracia, dai preparativi per la spedizione alla cacciata dei Daci dalla regione. I rilievi, finemente modellati, furono progettati per essere visti dalle piattaforme delle biblioteche, e sono quindi di difficile interpretazione se osservati da terra. Una prospettiva migliore è offerta dai calchi presenti al Museo della civiltà romana.
Il complesso dei Mercati, situato giusto dietro al Foro, fu cominciato poco prima, a opera di Apollodoro da Damasco, progettista del Foro, e fu per l’antica Roma l’equivalente dei moderni centri commerciali. Al suo interno si trovavano circa 150 negozi che vendevano di tutto: dalle raffinate sete e spezie orientali, alla frutta, al pesce fresco e ai fiori. Era inoltre qui che veniva distribuito l’Annone, il sussidio di disoccupazione costituito da una razione di grano.
Questa pratica esisteva già ai tempi della Repubblica, usata anche per guadagnare favori elettorali o prevenire rivolte.