
Le aspre montagne dei Sanniti, feroci avversari di Roma, sono comprese tra le province di Caserta e Isernia. Le fortune nello scontro tra i due popoli furono alterne: prima la sconfitta romana alle famose Forche Caudine (321 a.C.), poi la disfatta sannita a Sentino, dopo la quale i Sanniti si allearono con Pirro e poi con Annibale, prima di guidare la confederazione di popoli nata a Corfinio e sconfitta dalle legioni romane di Silla, che poi occuparono questi monti per cancellare le tracce della civiltà sannita.
Montagna dimenticata, il Matese (che culmina nella cima del monte Miletto, 2050 metri, la principale vetta della Campania) è stato aggredito negli anni ’70 da strade, “centri turistici” e opere pubbliche che hanno rischiato di distruggerne l’integrità. Ma lo spazio per escursionisti, fondisti e speleologi – qui si apre infatti il complesso Pozzo della Neve – Cul di Bove, profondo 1050 metri, il più importante dell’Italia del Sud – non manca di certo. Dagli accessi del lago del Matese, di Campitello Matese, di Letino, di Guardiaregia, di Roccamandolfi o di Pietraroja si può salire per camminare nelle faggete che salgano alle vette del monte Mutria, della Gallinola o del monte Miletto.
Attorno alla montagna non mancano i luoghi di grande interesse storico e naturalistico. A Pietraroja esiste un piccolo parco nato per tutelare uno strato calcareo ricco di splendidi pesci fossili.