
Situata su due lati di un basso promontorio a sud di Agrigento, la Valle dei Templi è tra i più impressionanti complessi di edifici greci al di fuori della Grecia. I suoi templi dorici, risalenti al V secolo a.C., furono in parte distrutti dall’attacco cartaginese nel 406 a.C. e in parte trasformati in basiliche nell’età cristiana. Poi i terremoti hanno inciso sulle architetture originali.
La zona archeologica si visita in giornata ma si consiglia di arrivare al mattino presto o nel pomeriggio. Nei 5 ettari del Giardino della Kolymbetra ci sono agrumeti, ulivi, mandorli, fichi, mirti, pistacchi, agavi e palme nane.
Il Tempio di Giove Olimpico iniziato nel 480 a.C. circa, era il più grande tempio dorico mai costruito. Non ancora terminato al tempo dell’attacco cartaginese è ridotto a una rovina. Figure gigantesche, chiamate Telamoni, facevano parte della costruzione. Il Tempio di Giunone eretto attorno al 450 a.C., conserva ancora intatta parte del colonnato. Il Tempio della Concordia eretto nel 430 a.C. circa, si è conservato molto bene, convertito in basilica cristiana nel IV secolo d.C. si è preservato dalla distruzione.
Dintorni:
Il Museo regionale archeologico ospita oggetti provenienti dai templi e dalla città, inclusa una magnifica collezione di vasi, monete e sculture greche e romane. Scendendo verso il mare, in località Kaos, vi è la Casa natale di Luigi Pirandello, drammaturgo e scrittore. Vi sono raccolte una serie di testimonianze sulla sua vita e, in una cavità della roccia accanto al pino che egli amava (abbattuto da una tempesta), affacciata verso il mare, un’urna raccoglie le sue ceneri.
Si arriva poi a Porto Empedocle, scalo marittimo dove Andrea Camilleri ambienta i suoi libri (Vigata), con al centro del vecchio porto l’imponente mole del Bastione di Carlo V. A 4 km
da Aragona si incontra lo strano fenomeno geologico dei Vulcanetti di Maccalube, piccoli coni che emettono bolle di gas metano e un fango di acqua e argilla in un paesaggio reso fertile da questa attività pseudovulcanica. Sciacca Terme è il centro principale della provincia grazie alle sue risorse termali, alla produzione della ceramica artigianale e al vivace porto peschereccio. L’arabeggiante centro storico si anima durante il Carnevale e in estate per i numerosi eventi. Da vedere la piazza principale, il Palazzo Steripinto dal bugnato a punta di diamante in stile siculo-catalano (1501), la chiesa di Santa Margherita con il portale del Laurana e il “castello incantato” con migliaia di teste scolpite nella roccia. Si può fare un’escursione dove nel 1831, con un’eruzione, apparve e scomparve l’isola Ferdinandea.