
La grande cattedrale fu edificata per volere di Carlo I d’Angiò tra la fine del ‘200 e l’inizio del ‘300. La chiesa angioina, costruita incorporando edifici preesistenti di epoca paleocristiana, subì profonde modifiche nei secoli successivi. Dalla navata sinistra si accede all’antica basilica di Santa Restituta, stravolta da un intervento seicentesco e al battistero di San Giovanni in Fonte.
La cappella Minutolo conserva la struttura e la decorazione gotica originaria con il pavimento a mosaico e gli affreschi duecenteschi di Montano d’Arezzo. Il succorpo fu realizzato nel ‘500 nell’area sottostante l’abside per collocarvi le reliquie di San Gennaro, fino ad allora nel Santuario di Montevergine. All’inizio del ‘600 fu edificata la cappella del Tesoro di San Gennaro, per ringraziare il santo dopo la fine dell’epidemia di peste del 1527.
Ogni anno, la prima domenica di maggio e il 19 settembre, il sangue di San Gennaro, conservato in due ampolle nel Duomo, si scioglie. Il rito risale alla fine del ‘300 e a Napoli svolge quasi la funzione di un oracolo: se il miracolo non si compie è presagio di gravi sciagure.
Da visitare il Battistero, il più antico dell’Occidente, anteriore a quello di San Giovanni in Laterano, e la Cappella del Tesoro di San Gennaro, dove l’oggetto più prezioso conservato nella cappella è il busto-reliquiario di San Gennaro, capolavoro dell’oreficeria gotica.