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Nel suo racconto di viaggio, Mare e Sardegna, D.H. Lawrence scrisse che la Sardegna “ è fuori dal tempo e dalla storia”. Nell’isola sono sopravvissute le tradizioni antiche e diverse testimonianze delle invasioni di Fenici, Cartaginesi, Romani, Arabi, Bizantini, Spagnoli e Piemontesi con i Savoia. Tutte queste influenze sono state rielaborate da un popolo comunque molto geloso delle proprie radici, e si ritrovano nelle varie manifestazioni della cultura sarda. Nell’isola si parlano diversi dialetti e lingue, per esempio il catalano ad Alghero e il ligure sull’isola di San Pietro, mentre sopravvivono anche elementi fenici ed etruschi. A sud dell’isola si avvertono influenze arabe e spagnole, mentre tra le montagne del Gennargentu si trovano tracce di popolazioni e lingue autoctone. L’interno era così inaccessibile, popolato perlopiù da comunità dedite alla pastorizia che gli invasori non sono mai riusciti a penetrarvi. Di particolare interesse sono i nuraghi e i dolmen, resti di necropoli e villaggi che costellano la campagna, soprattutto attorno a Barùmini, a nord di Cagliari, e nella Valle dei Nuraghi, a sud di Sassari. I nuraghi furono costruiti da un popolo le cui origini sono ancora oggi uno dei grandi misteri del Mediterraneo. A Cagliari un museo raccoglie un’eccellente collezione archeologica su questo popolo così enigmatico. Attorno a Sassari si trovano alcune notevoli chiese in stile romanico pisano e anche i dialetti rivelano un’affinità con quelli toscani. Alghero rivela le sue ascendenze catalane nel centro storico fatto di vicoli e piazzette. Olbia è una città esplosa con il turismo grazie alla vicinanza con la Costa Smeralda. Nuoro è più sobria e la sua provincia all’ombra del Gennargentu è molto lontana dalla Sardegna dei dépliant turistici. Anche se non bisogna sottovalutarne il patrimonio culturale e storico-artistico, l’isola si distingue per la forza evocativa e la varietà dei suoi paesaggi. Non solo quelli costieri tipicamente mediterranei – con acque cristalline che non è facile trovare altrove – ma anche quelli dell’interno, con le rocce dei monti e le pietre degli altipiani. La vegetazione alterna querce da sughero e palme, scenari alpini e macchia mediterranea. Le stagioni colorano l’isola prima di un verde inaspettato, e poi, in piena estate, di giallo abbagliante. |